Risposta al signore Matsuno – Traduzione moderna e lezione, Parte 1

Gohenji (Risposta)

・Risposta al Signore Matsuno (Riguardo alle Quattordici Calunnie)

・Kenchiji 2 (1276), 9 dicembre, Nichiren Daishonin: 55 anni

・Destinatario: Matsuno Rokurōzaemon

1.Traduzione moderna

Mi avete inviato un pacchetto di denaro, un sacco di riso bianco e una veste bianca.

Ho ricevuto questi doni con sincera gratitudine.

1.Lezione

In questo brano si manifesta la profonda visione umana di Nichiren Daishonin.

Ciò che il Daishonin accettò non fu il valore materiale o la quantità, ma la “sincerità” offerta nel mezzo delle difficoltà, accogliendola come la cosa più preziosa.

Il presidente Ikeda insegna: “L’importante è rispondere alla sincerità con una sincerità ancora maggiore”.

Anche noi non dobbiamo misurare le azioni degli altri in base alle circostanze, ma non dobbiamo mai lasciarci sfuggire il cuore che vi è racchiuso.

Questa è la grande compassione contenuta in questo brano.

2.Traduzione moderna

Per parlare di questa montagna: a sud, campi e montagne si estendono senza limiti per oltre cento ri.

A nord si erge il Monte Minobu, che prosegue fino al Picco Shirane.

A ovest si trova la montagna chiamata Shichimen, che si innalza ripida, con neve che non cessa mai durante tutto l’anno, e non c’è una sola casa abitata.

Se anche qualcuno mi facesse visita per caso, tornerebbe immediatamente, senza rimanere neanche per un istante, come una scimmia che si dondola tra i rami — il che è davvero deplorevole.

A est, il fiume Fuji straripa, scorrendo come onde di sabbia mobile, rendendo difficile l’attraversamento.

Nonostante questo luogo sia così profondo nelle montagne che quasi nessuno lo visita, il fatto che voi mi inviate lettere così tante volte è veramente la meraviglia delle meraviglie.

2.Lezione

In un ambiente difficile, continuare a inviare lettere è ciò che Nichiren Daishonin definì “il mistero dei misteri”.

Ciò che il Daishonin vedeva era l’incrollabile “spirito di ricerca” in quella persona, al di là della distanza e delle circostanze.

Il presidente Ikeda afferma: “L’importante è mantenere sempre accesa la fiamma dello spirito di ricerca”.

Non importa quanto si sia isolati o quanto sia dura la situazione: finché si cerca sinceramente il proprio maestro, non si è mai soli.

Perché, superando il tempo e le epoche, il cuore del maestro e quello del discepolo sono saldamente uniti.

3.Traduzione moderna

Ho sentito dire che il monaco studioso Nichigen del tempio Jissō-ji si è convertito a Nichiren, ha persino abbandonato il proprio territorio ed è stato costretto a separarsi dai suoi discepoli e credenti laici, ritrovandosi in una situazione in cui non ha più un posto dove stare.

Nonostante tali circostanze, il fatto che visiti la mia dimora e si preoccupi profondamente anche dei preti di Minobu dimostra che è veramente una persona di fede sincera e che deve essere chiamato un saggio.

In origine, era un monaco studioso di eccellenza incomparabile.

Tuttavia, ha abbandonato la fama e il profitto mondani per diventare mio discepolo, pratica senza riguardo per la propria vita, predica gli insegnamenti ad altre persone per ripagare la gratitudine del Budda, e per di più offre persino offerte come questa: ciò è davvero meraviglioso.

3.Lezione

Convertendosi agli insegnamenti di Nichiren Daishonin, Nichigen perse potere, denaro e beni.

Si trovò in una situazione così difficile da non avere nemmeno un posto dove stare.

Nonostante ciò, Nichigen fece visita al Daishonin e si preoccupò persino profondamente dei monaci di Minobu.

In lui, il Daishonin vide la vera essenza di un credente.

Ciò che egli lodò non fu l’erudizione né la fama passata, ma il suo “ichinen” (determinazione): quello spirito di cercare la Legge corretta, di avere a cuore gli altri e di continuare ad agire pur essendo pronto a perdere tutto.

Il presidente Ikeda afferma: “È proprio nelle avversità che la forza della fede risplende con maggior vigore”.

Anche se si perde lo status o la fama, non si devono mai perdere le proprie convinzioni.

Anzi, è proprio quando si rinuncia a qualcosa che ci si può rialzare come il proprio io autentico.

Attraverso la vita di Nichigen, il Daishonin ci insegna questa verità.

4.Traduzione moderna

Il Budda insegnò che «nel Ultimo Giorno della Legge, appariranno innumerevoli preti e monache, tanti quanto le sabbie del Gange, proprio come cani».

Il significato è che i preti e le monache dell’Ultimo Giorno della Legge si aggrappano alla fama e al profitto; sebbene indossino la veste all’esterno e assomiglino a monaci, covano la «spada» di pensieri malvagi nel loro cuore, proferendo ogni sorta di calunnia e abuso per impedire ad altri preti e monache di avvicinarsi ai loro credenti laici, assomigliando a un cane che morde e scaccia.

Tutti questi preti e monache sono esseri destinati inevitabilmente a cadere nelle vie del male.

Questo è come un cane che, essendo arrivato per primo a casa di qualcuno e avendo ottenuto del cibo, ringhia e abbaia ai cani che arrivano dopo, litigando e lottando per il cibo.

Tutti questi preti e monache sono esseri destinati inevitabilmente a cadere nelle vie del male.

Al contrario, questo monaco studioso Nigen – forse perché è uno studente delle scritture buddiste e ha assistito a questo insegnamento – si prende la briga di visitare i preti e li tratta con profonda considerazione, cosa di cui gli sono veramente grato.

Nelle Vostre scritture è registrato: «Da quando ho abbracciato questo Sutra del Loto, non ho mai fatto passi indietro, e leggo continuamente i Dieci Fattori e il Jigage, e recito Nam-myo-ho-ren-ge-kyo.

Tuttavia, quanta differenza c’è tra il beneficio del Daimoku (titolo) recitato da un saggio e il beneficio del Daimoku recitato da noi?» La risposta a questa domanda è che non esiste assolutamente alcuna distinzione di superiorità o inferiorità al riguardo.

4.Lezione

Nichiren Daishonin usò la forte metafora di essere “come cani” per descrivere la condotta dei monaci nell’epoca dell’Ultimo giorno della Legge.

Egli deplorava profondamente il rischio che la fede degenerasse in autodifesa o in conflitti di interesse.

Insegnò severamente che, anche se l’aspetto è quello di un monaco, se il cuore è incatenato alla fama e al profitto, portando a escludere e ferire gli altri, tale atteggiamento è l’opposto del cammino della fede.

Tuttavia, il nucleo di questo Gosho risiede nel mostrare quale sia la vera natura del credente.

Il presidente Ikeda ha affermato: “Coloro che mantengono sempre accesa la fiamma della speranza e continuano a fare un passo dopo l’altro con incrollabile determinazione sono i veri praticanti della fede”.

Inoltre, il Daishonin dichiarò che nel beneficio del Daimoku “non c’è distinzione tra un santo e un comune mortale”.

È una dichiarazione che, al di là delle differenze di capacità o posizione, la sincerità e la serietà sono le cose più nobili.

La fede è una via per dare vita alle persone, unirle e consegnare speranza al mondo.

Questo spirito di Nichiren Daishonin e del presidente Ikeda trascende nazioni ed epoche, e oggi continua a essere aperto a ogni individuo in tutto il mondo.

Grazie per la lettura.

Continua in [Risposta al signore Matsuno – Traduzione moderna e lezione, Parte 2].

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