Matsuno Dono Gohenji (Risposta al Signore Matsuno, Riguardo alle Quattordici Calunnie)
Kenchiji 2 (1276), 9 dicembre, Nichiren Daishonin: 55 anni
Destinatario: Matsuno Rokurōzaemon
Mi avete inviato un pacchetto di denaro, un sacco di riso bianco e una veste bianca. Ho ricevuto questi doni con sincera gratitudine.
Per parlare di questa montagna: a sud, campi e montagne si estendono senza limiti per oltre cento ri. A nord si erge il Monte Minobu, che prosegue fino al Picco Shirane. A ovest si trova la montagna chiamata Shichimen, che si innalza ripida, con neve che non cessa mai durante tutto l’anno, e non c’è una sola casa abitata. Se anche qualcuno mi facesse visita per caso, tornerebbe immediatamente, senza rimanere neanche per un istante, come una scimmia che si dondola tra i rami — il che è davvero deplorevole. A est, il fiume Fuji straripa, scorrendo come onde di sabbia mobile, rendendo difficile l’attraversamento. Nonostante questo luogo sia così profondo nelle montagne che quasi nessuno lo visita, il fatto che voi mi inviate lettere così tante volte è veramente la meraviglia delle meraviglie.
Ho sentito dire che il monaco studioso Nigen del tempio Jissō-ji si è convertito a Nichiren, ha persino abbandonato il proprio territorio ed è stato costretto a separarsi dai suoi discepoli e credenti laici, ritrovandosi in una situazione in cui non ha più un posto dove stare. Nonostante tali circostanze, il fatto che visiti la mia dimora e si preoccupi profondamente anche dei preti di Minobu dimostra che è veramente una persona di fede sincera e che deve essere chiamato un saggio. In origine, era un monaco studioso di eccellenza incomparabile. Tuttavia, ha abbandonato la fama e il profitto mondani per diventare mio discepolo, pratica senza riguardo per la propria vita, predica gli insegnamenti ad altre persone per ripagare la gratitudine del Budda, e per di più offre persino offerte come questa: ciò è davvero meraviglioso.
Il Budda insegnò che «nel Ultimo Giorno della Legge, appariranno innumerevoli preti e monache, tanti quanto le sabbie del Gange, proprio come cani». Il significato è che i preti e le monache dell’Ultimo Giorno della Legge si aggrappano alla fama e al profitto; sebbene indossino la veste all’esterno e assomiglino a monaci, covano la «spada» di pensieri malvagi nel loro cuore, proferendo ogni sorta di calunnia e abuso per impedire ad altri preti e monache di avvicinarsi ai loro credenti laici, assomigliando a un cane che morde e scaccia. Tutti questi preti e monache sono esseri destinati inevitabilmente a cadere nelle vie del male. Questo è come un cane che, essendo arrivato per primo a casa di qualcuno e avendo ottenuto del cibo, ringhia e abbaia ai cani che arrivano dopo, litigando e lottando per il cibo. Tutti questi preti e monache sono esseri destinati inevitabilmente a cadere nelle vie del male. Al contrario, questo monaco studioso Nigen – forse perché è uno studente delle scritture buddiste e ha assistito a questo insegnamento – si prende la briga di visitare i preti e li tratta con profonda considerazione, cosa di cui gli sono veramente grato. Nelle Vostre scritture è registrato: «Da quando ho abbracciato questo Sutra del Loto, non ho mai fatto passi indietro, e leggo continuamente i Dieci Fattori e il Jigage, e recito Nam-myoho-renge-kyo. Tuttavia, quanta differenza c’è tra il beneficio del Daimoku (titolo) recitato da un saggio e il beneficio del Daimoku recitato da noi?» La risposta a questa domanda è che non esiste assolutamente alcuna distinzione di superiorità o inferiorità al riguardo.
Tuttavia, se si recita (il Daimoku) tradendo lo spirito di questo sutra (il Sutra del Loto), sorgerà una differenza nel beneficio. La ragione è che, proprio come non c’è differenza nel valore intrinseco tra l’oro posseduto da una persona stolta e l’oro posseduto da una persona saggia, e proprio come non c’è differenza nel potere di combustione tra un fuoco acceso da una persona stolta e un fuoco acceso da una persona saggia. Non c’è fondamentalmente alcuna distinzione nel beneficio di Nam-myoho-renge-kyo. Tuttavia, se si recita tradendo lo spirito dell’insegnamento del Sutra del Loto, sorgerà una differenza in quel beneficio.
Nella pratica del Sutra del Loto ci sono diverse fasi. Per parlarne in generale, il quinto volume dello [Hokke] Ki (Note sul Sutra del Loto) riporta: «La chiarificazione dei tipi di male; in questo passaggio c’è sia ciò che è esposto sia ciò che non lo è. Alcuni dividono questo elencando prima le cause del male e poi descrivendone i risultati. Le cause del male sono i seguenti quattordici tipi:»
- Arroganza (Kyōman)
- Pigrizia (Keta)
- Attaccamento al sé (Kega)
- Comprensione superficiale (Senshiki)
- Attaccamento al desiderio (Chakuyoku)
- Mancanza di comprensione (Fuge)
- Mancanza di fede (Fushin)
- Aggrottare la fronte e mostrare avversione (Hinshuku)
- Dubbio (Giwaku)
- Calunnia della Legge (Hibō)
- Disprezzo del bene (Kyōzen)
- Odio del bene (Zōzen)
- Invidia del bene (Shitsuzen)
- Rancore verso il bene (Konzen)
Queste Quattordici Calunnie si applicano a tutti, sia praticanti laici che monaci. Questa è veramente una questione temibile e deve essere profondamente ammonita.
Il Bodhisattva Mai Sprezzante (Fukyō Bosatsu) del passato insegnò: «Tutte le persone possiedono la natura di Budda. Abbracciando il Sutra del Loto, esse sono certe di conseguire la Buddità. Perciò, disprezzare gli altri equivale a disprezzare il Budda». Ed egli praticò la disciplina della reverenza. Anche verso le persone che non abbracciavano il Sutra del Loto, egli mostrava la stessa reverenza, dicendo: «Anche questa persona potrebbe abbracciare il Sutra del Loto un giorno. Anche questa persona possiede la natura di Budda». Il quarto volume di questo sutra insegna: «Se una persona, sia laica che monastica, calunnia un praticante che abbraccia e predica il Sutra del Loto, anche con una sola parola, questa colpa è più grave della colpa di calunniare il Budda Shakyamuni per un kalpa (eone)». Inoltre, insegna perfino: «Sia che quella calunnia sia vera o sia che non sia vera».
Considerando questi insegnamenti, non dobbiamo mai calunniarci reciprocamente, qualunque cosa accada, coloro che credono e praticano il Sutra del Loto. La ragione è che tutti coloro che abbracciano il Sutra del Loto sono esseri che certamente conseguiranno la Buddità. Calunniare una persona destinata a diventare un Budda è, in quanto tale, la colpa di calunniare il Budda.
Continua nella Parte 2
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