1.Traduzione moderna
Prima ancora che il Snow Mountain boy (Sessen Dōji) toccasse terra, l’orco si trasformò istantaneamente nella figura di Shakra (Taishakuten), ricevette il corpo del ragazzo, lo depose con rispetto in un’area pianeggiante, si inchinò profondamente in segno di reverenza e disse: «Ho trattenuto il sacro insegnamento del Tathāgata solo per un breve periodo per mettere alla prova il vostro spirito di Bodhisattva e vi ho causato problemi. Vi prego di perdonare questa colpa. E vi prego di assicurarvi di salvarmi in una vita futura».
In quel momento, anche tutti gli esseri celesti si radunarono, lodandolo e dicendo: «Eccellente! Eccellente! Costui è veramente un Bodhisattva!»
Il Snow Mountain boy (Sessen Dōji) si sbarazzò del suo corpo semplicemente per cercare mezzo verso, e attraverso quel beneficio, sradicò i peccati della trasmigrazione attraverso la vita e la morte accumulati nel corso di dodici kalpa (eoni).
Questo evento è predicato nel Sutra del Nirvana.
1.Lezione
Questo passaggio dimostra che l’azione di cercare la via rischiando la propria vita porta alla buona fortuna eterna attraverso le tre esistenze.
La forma terrificante del demone era un “ostacolo” (sho-ma) per mettere alla prova lo spirito di ricerca del Ragazzo delle Montanhas Nevose, e nel momento in cui il ragazzo si gettò, essa ritornò alla sua forma originale di “Shakra” (Taishaku), il guardiano del Buddismo.
Questo illustra il principio buddista secondo cui un “demone” è una prova per testare la propria fede, e quando la si supera, le divinità buddiste (shoten zenjin) proteggeranno rigorosamente.
Daisaku Ikeda ha detto:
“I requisiti per un vincitore sulla ‘via della fede’ e sulla ‘via della felicità’ non sono l’istruzione, lo status o i titoli. Non dobbiamo dimenticare che risiedono proprio nell’azione con una dedizione senza risparmiare la propria vita (fushaku shinmyo) — lavorando per la Legge, per kosen-rufu e per la felicità delle persone, con totale ‘purezza’ e ‘onestà’.”
2.Traduzione moderna
Perciò, il Snow Mountain boy (Sessen Dōji) del passato si spogliò della sua vita senza esitazione, anche solo per cercare mezzo verso.
Quanto maggiore è, allora, il beneficio di ascoltare anche solo un capitolo o un volume di questo sutra?
Con cosa potremmo mai ripagare questo grande beneficio?
Se si aspira a conseguire la Buddità nella vita futura, si dovrebbe adottare precisamente lo stesso atteggiamento del Snow Mountain boy (Sessen Dōji).
Se uno è povero e non ha tesori da offrire in elemosina, allora, se c’è un modo per ottenere la Legge Buddista anche sacrificando il proprio corpo e la propria vita, si deve sacrificare il corpo e la vita per apprendere la Legge Buddista.
2.Lezione
Nichiren Daishonin ha mostrato la figura dello “spirito di ricerca che non risparmia la vita” del Ragazzo delle Montagne Nevose come modello per noi discepoli nel “desiderare la Buddità nell’esistenza futura”.
Rispetto al merito del ragazzo che gettò via la sua vita per metà della verità, il beneficio che abbiamo ricevuto incontrando la Legge suprema di Nam-myo-ho-ren-ge-kyo è incommensurabile.
Daisaku Ikeda, facendo suo questo cuore di Nichiren Daishonin, ha detto:
“Shin’ichi era fermamente convinto e sentiva che continuare a piantare questo principio della dignità della vita — vale a dire, il seme della pace chiamato Legge Mistica — nei campi del cuore delle persone è la pratica stessa di kosen-rufu, e che questo, di per sé, diventa il fondamento della pace mondiale.”
3.Traduzione moderna
In definitiva, questo corpo diventerà presto o tardi la terra dei campi e delle montagne.
Inutili i rimpianti. Anche se si volesse rimpiangerlo, non si può rimpiangerlo fino alla fine.
Sebbene si dica che la vita umana è lunga, essa non supera i cento anni.
La vita durante quel tempo è semplicemente come il sogno di un sonnellino.
Anche se si è avuta la fortuna di nascere come essere umano, il che è difficile da ottenere, e si è casualmente diventati monaci, se quella persona non studia la Legge Buddista e non ammonisce coloro che calunniano la Legge (Hōbō), ma trascorre semplicemente i suoi giorni invano con giochi e chiacchiere oziose, quella persona non è altro che una bestia vestita con la pelle di un monaco.
Anche se prendono in prestito il nome di monaco per destreggiarsi nel mondo e mantenersi, non hanno adempiuto a nessun aspetto della via originale del monaco.
Una persona del genere è un ladro che ruba il nome di monaco per vivere.
Questa è veramente una questione vergognosa e temibile.
3.Lezione
Questo passaggio ci mette di fronte alla verità che “la vita è breve come un sogno” e ci chiede severamente: “Per cosa userete la vostra vita?”.
È una guida data con tutto l’essere di Nichiren Daishonin.
Egli confuta, come un fuoco furioso, l’atteggiamento di non essere preparati, affermando che se si risparmia la propria vita e non si agisce per il bene del Buddismo, si è un “animale vestito con abiti sacerdotali” e un “ladro”.
Riguardo a una vita corretta, Daisaku Ikeda ha detto:
“Affinché la convinzione e lo sforzo siano ricompensati, bisogna conoscere la corretta orbita della vita. Quante persone ci sono che desiderano la felicità e si sforzano seriamente, ma piangono nell’infelicità? Solo quando si basano sui principi della vita le convinzioni brillano e gli sforzi danno frutti”.
4.Traduzione moderna
Nell’insegnamento teorico (Shakumon), è predicato: «Io non rimpiango la mia vita, ma rimpiango solo il sentiero dell’illuminazione insuperabile».
Nell’insegnamento essenziale (Honmon), è predicato: «Non rimpiangere il proprio corpo e la propria vita».
Inoltre, il Sutra del Nirvana predica: «Il corpo è leggero, la Legge è pesante. Si deve abbandonare il corpo e propagare la Legge».
Tutti questi insegnamenti – l’insegnamento teorico, l’insegnamento essenziale e il Sutra del Nirvana – predicano: «Non rimpiangere il corpo e la vita e propagare la Legge».
La colpa grave di tradire questi insegnamenti è invisibile all’occhio, ma accumulandosi, conduce alla caduta nell’inferno.
Questo è come il freddo e il caldo, che non hanno forma e non sono visibili agli occhi, ma in inverno, il freddo arriva e tormenta le piante, gli esseri umani e le bestie, e in estate, il caldo arriva e affligge gli esseri umani e le bestie.
4.Lezione
Questo passaggio dimostra fermamente, citando tre sutra, che l’essenza del Buddismo risiede nell’unica cosa: “propagare la Legge con la determinazione di non risparmiare la propria vita (fushaku shinmyo)”.
È anche un passaggio che interroga severamente su dove ci troviamo oggi nel nostro modo di vivere.
Daisaku Ikeda ci ha lasciato queste parole:
“Un ‘demone’ (ma) è una funzione dei desideri terreni che tenta di confondere lo spirito di ricerca verso l’illuminazione. A volte sorge come attaccamento ai desideri mondani, altre volte appare come fame fisica o sonnolenza. Oppure, può tormentare la mente come ansia, paura o dubbio. E quando gli esseri umani vengono fuorviati da questo demone, giustificano invariabilmente i propri fallimenti in qualche forma. Inoltre, ciò [la giustificazione] sembra loro perfettamente logico”.
5.Traduzione moderna
Pertanto, voi, in quanto laico, dovreste semplicemente cantare Nam-myo-ho-ren-ge-kyo con un’unica mente, e inoltre, è essenziale fare offerte ai monaci.
Se praticate in questo modo, proprio come insegna il sutra, sarete anche in grado di parlare e di propagare ampiamente la Legge Budista.
5.Lezione
Questo passaggio indica le norme di azione per kosen-rufu che Nichiren Daishonin ha lasciato ai suoi discepoli laici.
Significa mantenere incrollabilmente la pratica fondamentale di “recitare il daimoku con un’unica mente” e, inoltre, “praticare come insegna il sutra”, cioè propagare la Legge senza risparmiare la propria vita, esattamente come ha insegnato il Buddha.
Riguardo a questa “pratica come insegna il sutra” (nyosetsu shugyo), Daisaku Ikeda ha detto:
“Shin’ichi sentiva che, in una società turbolenta, per trasformare il ‘Grande Male’ in ‘Grande Bene’ e realizzare kosen-rufu, doveva appellarsi all’importanza di nyosetsu shugyo — cioè, praticare esattamente come ha insegnato il Buddha e sforzarsi nella fede.”
6.Traduzione moderna
Anche quando il mondo sembra malinconico, tenete a mente: «Poiché la sofferenza in questo mondo è già difficile da sopportare, quanto più lo sarà la sofferenza nella vita futura!», e recitate Nam-myo-ho-ren-ge-kyo.
Similmente, anche nei momenti di gioia, ricordate: «La gioia in questo mondo non è che un sogno nel sogno; la gioia del Sacrario del Picco dell’Aquila (Ryōzen Jōdo) è la gioia vera», e recitate anche Nam-myo-ho-ren-ge-kyo.
Continuate la vostra pratica senza regressione in questo modo, e osservate quando arriverà il momento finale della morte (rinjū).
In quel momento, se vi affretterete a salire sul monte della meravigliosa illuminazione (Myōkaku) e guarderete intorno, quanto sarà splendido!
Quel luogo è la Terra della Luce Tranquilla (Jakkōdo) dell’intero universo, dove la grande terra è fatta di lapislazzuli, e gli otto sentieri sono delimitati da corde d’oro.
Quattro tipi di fiori meravigliosi piovono dal cielo, la musica risuona nel vasto spazio, e tutti i Budda e i Bodhisattva godono della beatitudine, ondeggiando nei venti di Eternità, Gioia, Vero Io e Purezza (Jō-raku-ga-jō).
Il momento in cui ci uniremo alle loro fila e godremo della gioia si sta già avvicinando.
Tuttavia, se la vostra fede è debole, non potrete, non potrete raggiungere un mondo così meraviglioso.
È assolutamente impossibile andarci. Se avete dei dubbi, per favore, chiedete ancora, non importa quante volte.
Vi prego di accettare queste parole con utmost care and importance.
Kenchiji 2, Hinoe-Ne (1276), Nono giorno del dodicesimo mese La Risposta al Signore Matsuno (Matsuno Dono Gohenji)
Nichiren (Kao — firma stilizzata)
6.Lezione
Questo passaggio è la “convinzione della felicità eterna” che Nichiren Daishonin ha inciso nella vita dei suoi discepoli.
L’atteggiamento di fede incrollabile che continua a recitare il daimoku di Nam-myo-ho-ren-ge-kyo abbracciando sia le “sofferenze” che le “gioie” della vita, continua ad aprire la vera via per la Buddità.
Daisaku Ikeda ha mostrato al mondo questa suprema filosofia di vita affermando:
“Nichiren Daishonin afferma: ‘Soffri per quel che c’è da soffrire e gioisci per quel che c’è da gioire. Considera sofferenza e gioia come fatti della vita e continua a recitare Nam-myo-ho-ren-ge-kyo…’ (RSND, 1, 607). Questa frase ‘Soffri per quel che c’è da soffrire’ non significa distogliere lo sguardo dall’agonia, ma piuttosto aprire gli occhi del Buddismo, affrontarla direttamente e osservare la realtà con profonda visione.”
Si conclude qui la traduzione moderna e la lezione sulla “Risposta al signor Matsuno”. Grazie mille per la lettura.
Continuate a seguirci per il prossimo studio del Gosho!
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